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Il Lavoro (The Work) è un processo d’indagine semplice eppure potente, che t’insegna ad identificare ed indagare i pensieri che causano tutta sofferenza del mondo. È un modo per capire cosa ti fa stare male, e per gestire i tuoi problemi con chiarezza. Coloro che praticano Il Lavoro in modo costante riferiscono di aver ottenuto risultati che hanno cambiato la loro vita.
Il modo più semplice per fare Il Lavoro è descritto qui sotto:
Giudica il prossimo Da migliaia di anni ci viene detto di non giudicare, eppure lo facciamo ancora senza sosta, dicendoci come dovrebbero comportarsi i nostri amici, chi dovrebbero amare i nostri figli, cosa dovrebbero provare i nostri genitori, fare o dire. Nel Lavoro questi giudizi, invece di essere soppressi, sono utilizzati come punti di partenza per la realizzazione del sé. Quando lasciamo vivere la mente giudicante sulla carta, scopriamo attraverso lo specchio delle persone intorno a noi, quello che non abbiamo ancora realizzato di noi stessi. Compilate il foglio di Lavoro Giudica il prossimo. Potete scaricarlo qui. Le quattro domande Ora indaga ognuna delle affermazioni riportate sul foglio di Lavoro Giudica il prossimo utilizzando le quattro domande e il rigiro, che trovi qui sotto. Il Lavoro è meditazione. Riguarda la consapevolezza, non il cercare di cambiare i propri pensieri. Poniti le domande e prenditi tempo, entra dentro te stesso e attendi che vengano alla superficie le risposte più profonde. Scarica la Guida alla Facilitazione per sotto-domande di supporto. Nella sua forma più semplice Il Lavoro consiste di quattro domande e un rigiro. Per esempio, il primo pensiero che tu potresti voler indagare nel foglio di Lavoro presentato sopra è “Paul non mi ascolta”. Trova una persona nella tua vita per la quale hai creduto a questo pensiero, e facciamo Il Lavoro. “[Nome] non mi ascolta”:
Ora, rigiralo (il concetto che stai indagando) e non dimenticare di trovare tre esempi specifici e sinceri per ogni rigiro. Rigiralo Dopo aver indagato la tua affermazione con le quattro domande, sei pronto per rigirarlo (il concetto che stai indagando). Ogni rigiro è un’opportunità di sperimentare il contrario dell’affermazione originaria, e di scoprire cosa avete in comune tu e la persona che hai giudicato. Ogni affermazione può essere rigirata al suo opposto, all’altro e a se stessi (e in certi casi a “i miei pensieri” dove ha attinenza). Trova come minimo tre esempi specifici e sinceri, in cui ognuno dei rigiri vero. Per esempio “Paul non mi capisce” può essere rigirato in: “Paul mi capisce”. Un altro rigiro è: “Io non capisco Paul”. Un terzo è: “Io non capisco me stessa”. Sii creativo con i tuoi rigiri. Essi sono delle rivelazioni, che mettono in evidenza aspetti sconosciuti di te stesso e riflessi dagli altri. Una volta trovato un rigiro, entra in profondità e sentilo. Trova almeno tre esempi specifici e sinceri in cui il rigiro è vero nella tua vita. Quando ho cominciato a vivere i miei rigiri, mi sono resa conto che io ero tutto ciò che definivo te. Tu eri solamente la mia proiezione. Ora, invece di cercare di cambiare il mondo intorno a me (che non ha funzionato, ma solo per quarantatré anni), posso scrivere i miei pensieri sulla carta, indagarli, rigirarli, e scoprire che io sono proprio quello che pensavo tu fossi. Nel momento che ti percepisco egoista, sono io l’egoista (decidendo come dovresti essere tu). Nel momento che ti vedo scortese, la scortese sono io. Se credo che tu debba smettere di fare la guerra, sono io che ti faccio la guerra nella mia mente. I rigiri sono le tue prescrizioni mediche per la felicità. Vivi tu la medicina che hai continuato a prescrivere agli altri. Il mondo sta aspettando una sola persona che la viva, e quella persona sei tu. Esempi di rigiri “Lui dovrebbe capirmi” si rigira in: Abbracciare la realtà Dopo aver rigirato i giudizi nelle tue risposte alle domande da 1 a 5 del foglio di Lavoro (ed esserti chiesto se sono altrettanto veri o più veri), rigira la risposta alla domanda numero 6 usando “Sono disposto a …” e quindi “Non vedo l’ora di…” Per esempio, “Non voglio mai più litigare con Paul” si rigira in “Sono disposta a litigare con Paul” e “Non vedo l’ora di litigare con Paul”. Perché non ne vedresti l’ora? Il numero 6 ci invita ad abbracciare tutta la mente e la vita senza paura, e ad essere aperti alla realtà. Se litigherai di nuovo con Paul, bene. Se fa male, potrai mettere i tuoi pensieri sulla carta ed indagarli. I sentimenti sgradevoli sono soltanto segnali che ci stiamo attaccando a qualcosa che potrebbe non essere vero per noi. Ci avvertono quando è ora di fare Il Lavoro. Finché non riesci a vedere il nemico come amico, il tuo Lavoro non è finito. Questo non significa invitarlo a cena. L’amicizia è un’esperienza interiore. Forse non lo vedrai mai più, potrai persino divorziare da lui, ma quando pensi a lui, provi stress o pace? Nella mia esperienza, basta una sola persona per avere una relazione riuscita. Mi piace dire che io ho il matrimonio perfetto, e non posso sapere davvero che tipo di matrimonio ha mio marito (benché mi dica che è felice anche lui). Per me è difficile scrivere di altri. So che il problema sono io. Perché non posso scrivere su me stesso? Autogiudicarsi è estremamente difficile. Alcuni di noi hanno investito molto sulle proprie identificazioni e sulle idee che abbiamo riguardo a noi stessi: che aspetto dovremmo avere, che sentimenti dovremmo provare, cosa dovremmo fare e non fare. Tutto questo è così valido per noi, che potremmo non essere capace di rispondere sinceramente alla quattro domande e ai rigiri. Se sei nuovo del Lavoro, e senti di dover giudicare te stesso, ti consiglio di chiamare la Linea di aiuto Fai Il Lavoro e chiedere a un facilitatore esperto di guidarti attraverso il tuo Foglio di Lavoro. Devo per forza scrivere? Non posso semplicemente pormi le domande e trovare i rigiri nella mia mente, ogni volta che ho un problema? E se io non ho problemi con gli altri? Posso scrivere di cose, per esempio il mio corpo? Esempio: “Il mio corpo dovrebbe essere forte, sano e flessibile” diventa “Il mio modo di pensare dovrebbe essere forte, sano e flessibile”. E non è questo che vuoi veramente? Una mente sana ed equilibrata? Un corpo malato è mai stato un problema? O sono i tuoi pensieri riguardo al corpo la causa del problema? Indaga. Lascia che il tuo medico si prenda cura del tuo corpo mentre tu ti prendi cura dei tuoi pensieri. Ho un amico che è paralizzato, eppure adora la vita. La libertà non richiede un corpo sano. Libera la tua mente. Ti ho sentito dire che sei un amante della realtà. Che ne dici della guerra, gli stupri e tutte le cose terribili di questo mondo? Condoni tutto questo? Quindi stai dicendo che io dovrei accettare la realtà com’è, senza contrastarla. È così? Non credo in Dio. Posso trarre beneficio dal Lavoro? C’è un modo di andare ancora più in profondità col Lavoro? Io comprendo il processo dell’indagine a livello intellettuale, ma quando lo pratico non avverto nessun cambiamento. Sto sbagliando qualcosa? Se rispondi alle domande in modo superficiale, con la mente razionale, dopo il processo ti sentirai distaccato. Prova a porti le domande e ad andare in profondità. Dovrai forse ripeterti più volte le domande per mantenere la concentrazione, ma con la pratica, una risposta salirà lentamente in superficie. Quando le risposte giungono da dentro, le rivelazioni (e i cambiamenti) seguono naturalmente. Applico i rigiri a ogni mio giudizio, ma tutto quello che ne ricavo è un senso di tristezza e confusione. Che sta succedendo? C’è sempre un rigiro? Cosa faccio se ho problemi a trovarlo? Con me Il Lavoro non funziona. Perché? Ho cercato di trovare un terapista nella mia zona che abbia una filosofia simile a quella di Byron Katie. Come posso trovarne uno? Un elenco di risorse relative al Lavoro è disponibile qui >>
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